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Il mercato lattiero-caseario europeo sotto pressione a causa dell’offerta. Le proteine restano il segmento più forte [306ª edizione della newsletter Foodcom DAIRY]

Autore
Kinga Wiśniewska
15.04.2026
9 min di lettura
Il mercato lattiero-caseario europeo sotto pressione a causa dell’offerta. Le proteine restano il segmento più forte [306ª edizione della newsletter Foodcom DAIRY]
Sintesi
Indice

• Il mercato lattiero-caseario europeo risente di una crescente pressione sull’offerta e di una domanda più debole nel secondo trimestre

• I prezzi del latte scremato in polvere, del burro e dei formaggi stanno gradualmente diminuendo a causa dell’elevata produzione di latte

• Il segmento delle proteine, in particolare WPC80 e WPI, rimane la parte più forte del mercato

• La crescente importanza degli alimenti funzionali sta influenzando lo sviluppo dei prodotti lattiero-caseari

• L’eccesso di offerta globale di latte continua a esercitare pressione sui prezzi in Europa e nel Regno Unito

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I mercati lattiero-caseari europei continuano ad attraversare un periodo di cambiamenti nel secondo trimestre, sotto la crescente pressione dell’offerta derivante dall’aumento stagionale della produzione di latte. Mentre il primo trimestre è stato caratterizzato da prezzi elevati nonostante l’ampia offerta di latte, il trimestre in corso porta con sé un netto cambiamento di umore: la domanda più debole e la crescente disponibilità di prodotti stanno iniziando a riequilibrare il mercato.

L’iniziale necessità di assicurarsi rapidamente i volumi si è chiaramente attenuata e gli acquirenti stanno diventando più cauti dopo aver già stipulato contratti di fornitura per i mesi successivi. Allo stesso tempo, i produttori devono far fronte a una produzione in aumento e, in alcuni casi, a scorte crescenti, il che esercita un’ulteriore pressione sul mercato spot.

Di conseguenza, il mercato lattiero-caseario sta diventando sempre più frammentato: il segmento delle proteine rimane particolarmente forte, mentre le polveri di latte, i grassi e i formaggi stanno gradualmente perdendo valore a causa dell’aumento dell’offerta.

Latte in polvere

Il mercato del latte scremato in polvere sta chiaramente indebolendosi e i prezzi sono scesi a 2550–2650 EUR/MT. La precedente forza del mercato, trainata dalle esportazioni, si sta esaurendo, poiché gli acquirenti mostrano un interesse minore a livelli di prezzo più elevati e l’incertezza globale si è leggermente ridotta.

Allo stesso tempo, la produzione in Europa rimane elevata grazie all’ampia offerta di latte e alla redditività favorevole della trasformazione. Nelle ultime settimane sono state messe in funzione ulteriori capacità di essiccazione, il che ha ulteriormente aumentato l’offerta in un momento in cui la domanda inizia a indebolirsi.

Il prezzo del latte scremato in polvere per mangimi continua a seguire l’andamento del segmento alimentare, e le differenze tra i due rimangono minime. Gli acquirenti sono ben coperti e cauti, il che limita il potenziale di rialzo nel breve termine.

Ancheil latte intero in polvere è sotto pressione e i prezzi sono scesi verso i 3300 EUR/MT. Il prodotto subisce perdite sia a causa dei prezzi più deboli del burro che dell’SMP, mentre la domanda globale rimane moderata. L’aumento della produzione in Europa e le offerte competitive provenienti da altre regioni mantengono il carattere difensivo del mercato.

Formaggio

Il mercato dei formaggi si indebolisce con l’avanzare del secondo trimestre, poiché la maggiore disponibilità di latte si traduce in volumi di produzione più elevati. Dopo la forte domanda al dettaglio nel periodo pasquale, l’attività di mercato è tornata a livelli più normali, limitando l’attuale interesse all’acquisto.

Il Gouda e la mozzarella sono attualmente quotati a circa 3450–3550 EUR/MT, mentre i venditori cercano sempre più attivamente di collocare i volumi disponibili. Gli acquirenti, invece, mostrano una minore pressione all’acquisto e spesso si aspettano ulteriori correzioni di prezzo.

Il Cheddar si mantiene su livelli simili, ma il tono generale del mercato si sta leggermente indebolendo. Sebbene non si osservino ancora cali repentini, l’equilibrio si è chiaramente spostato verso una maggiore offerta e una domanda meno aggressiva sia sul mercato interno che su quello delle esportazioni.

Grassi

Il mercato del burro rimane sotto pressione, anche se i movimenti di prezzo a breve termine stanno diventando più contrastanti. Negli ultimi giorni i prezzi hanno registrato un leggero rimbalzo e alcune offerte europee sono tornate a livelli intorno ai 4100 EUR/MT, mentre i prodotti provenienti da altre direzioni, come l’Irlanda, continuano ad essere offerti a prezzi più bassi.

Nonostante questo rimbalzo momentaneo, la struttura generale del mercato rimane debole. L’ampia disponibilità di panna, derivante dall’elevata offerta di latte, continua a sostenere la produzione di burro e notevoli quantità di prodotto vengono immagazzinate.

Gli acquirenti sono ben riforniti e non mostrano un’urgenza di acquisto, il che mantiene difficile la situazione sul mercato spot. Finché l’offerta di latte rimarrà elevata e la panna relativamente economica, il mercato del burro rimarrà probabilmente sotto pressione con un potenziale di crescita limitato.

Liquidi

I mercati dei prodotti liquidi continuano a riflettere l’aumento stagionale dell’offerta di latte, sebbene l’andamento dei prezzi stia diventando sempre più volatile.

I prezzi della panna sono aumentati nel corso della settimana da circa 4100 EUR/MT fino a 4400 EUR/MT. Questo rimbalzo evidenzia la volatilità a breve termine del mercato, sebbene la tendenza generale rimanga legata all’elevata offerta di latte.

Il concentrato di latte scremato ha subito un aumento significativo di prezzo ed è attualmente scambiato nella fascia di 1300–1500 EUR/MT. Questo aumento è dovuto principalmente alla forte domanda da parte dei trasformatori e alla mutevole redditività tra le polveri e i prodotti freschi.

Il latte spot rimane ampiamente disponibile e in alcune regioni l’offerta continua a superare le capacità di trasformazione. Sebbene si stiano manifestando i primi segnali che il picco della produzione di latte potrebbe già essere passato in alcuni paesi, la disponibilità complessiva rimane elevata e la pressione strutturale nel segmento dei liquidi persiste.

Siero di latte e proteine

I mercati del siero di latte stanno diventando sempre più diversificati. I prezzi del siero di latte dolce in polvere hanno subito un leggero calo a causa della minore domanda di esportazioni e della copertura anticipata delle forniture per il secondo trimestre da parte di molti acquirenti. L’attività commerciale ha subito un rallentamento e il mercato sta cercando un nuovo equilibrio a livelli leggermente inferiori.

Allo stesso tempo, i prezzi del concentrato di siero di latte rimangono solidi a 650–850 EUR/MT grazie all’elevata domanda da parte della produzione di proteine ad alto valore aggiunto.

Il segmento delle proteine rimane la parte più forte dell’intero mercato lattiero-caseario. L’offerta di WPC80 rimane molto limitata e i prezzi si mantengono ben al di sopra dei 20.000 EUR/MT. La domanda continua a superare significativamente la capacità produttiva e gli acquirenti cercano attivamente volumi disponibili anche a prezzi molto elevati.

Ancheil WPI mantiene livelli di prezzo elevati – intorno o al di sopra dei 25.000 EUR/MT – sebbene il mercato sia leggermente meno teso rispetto al WPC80. La differenza di prezzo relativamente modesta tra WPI e WPC80 crea un ulteriore slancio che potrebbe sostenere ulteriori aumenti.

Il permeato di siero di latte rimane sotto pressione strutturale a causa dell’offerta costantemente elevata, il che mantiene i prezzi a livelli relativamente bassi. Il mercato del lattosio è più equilibrato: la domanda di standardizzazione rimane stabile, sebbene meno urgente rispetto all’inizio dell’anno.

In generale, il segmento del siero di latte e delle proteine continua a mostrare una crescente stratificazione del mercato lattiero-caseario, dove la forte domanda di proteine contrasta nettamente con la situazione più debole in altre categorie di prodotti.

Cos’altro?

Europa

Un altro importante trend che influenza il mercato lattiero-caseario è la crescente importanza degli alimenti funzionali, come sottolinea Danone. I consumatori cercano sempre più spesso prodotti che favoriscano la salute dell’intestino, contenenti fibre e con ingredienti semplici e “puri”. Secondo i dati dell’azienda, quasi il 70% dei consumatori cerca attivamente di aumentare l’assunzione di fibre, che non sono più associate esclusivamente alla digestione, ma anche all’immunità, al metabolismo e al controllo del peso corporeo.

Questa tendenza è alimentata dai social media e da una crescente consapevolezza in materia di salute, il che spinge i produttori a riformulare i prodotti e a creare nuove categorie, come i latticini arricchiti con fibre o prebiotici. I consumatori analizzano inoltre con sempre maggiore attenzione le etichette dei prodotti, prestando attenzione non solo ai valori nutrizionali, ma anche alla qualità, alla naturalezza e alla trasparenza della composizione.

Il mondo

Il mercato globale del latte aumenta ulteriormente le sfide per il settore lattiero-caseario britannico. I dati provenienti da Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda mostrano che la produzione di latte rimane elevata nonostante il calo dei prezzi, il che porta a un eccesso di offerta e a una crescente pressione sulla redditività.

Nel 2026 la produzione globale crescerà principalmente grazie agli Stati Uniti, dove si prevede un aumento di circa l’1,2%. L’Australia sta recuperando la produzione dopo i precedenti cali, mentre la Nuova Zelanda registra un leggero calo dell’offerta, in parte legato alla riduzione delle mandrie. In generale, l’offerta mondiale di latte continua a superare la domanda, il che fa scendere i prezzi dei prodotti lattiero-caseari e costringe i trasformatori a ridurre i pagamenti agli agricoltori.

Sebbene il ritmo di crescita della produzione sia destinato a rallentare gradualmente, il mercato rimane in condizioni di eccesso di offerta e gli elevati volumi negli Stati Uniti e in Oceania continuano a esercitare pressione sui prezzi. In combinazione con la tendenza a sostituire i grassi del latte con oli vegetali, ciò rappresenta una sfida significativa per i produttori lattiero-caseari nel Regno Unito e in Europa.

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