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Il mercato lattiero-caseario europeo sotto pressione a causa dell’aumento dei costi energetici, delle tensioni geopolitiche e della domanda altalenante [303ª edizione della newsletter Foodcom DAIRY]

Autore
Foodcom Experts
24.03.2026
9 min di lettura
Il mercato lattiero-caseario europeo sotto pressione a causa dell’aumento dei costi energetici, delle tensioni geopolitiche e della domanda altalenante [303ª edizione della newsletter Foodcom DAIRY]
Sintesi
Indice
  • Il mercato lattiero-caseario europeo rimane instabile a causa delle tensioni geopolitiche e degli elevati costi energetici.
  • Il segmento dei formaggi e delle proteine mantiene una posizione forte grazie all’offerta limitata e alla forte domanda.
  • I prodotti liquidi continuano a fare i conti con l’eccesso di offerta di latte e la pressione sui prezzi.
  • Le perturbazioni commerciali globali e i crescenti costi logistici aumentano l’incertezza sul mercato.

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Dopo una breve pausa la scorsa settimana, la newsletter Foodcom Dairy torna a trovarvi.

I mercati lattiero-caseari europei rimangono molto volatili e le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno aggiunto un ulteriore livello di incertezza. La reazione iniziale è stata un’ondata di acquisti precauzionali che ha fatto salire i prezzi. Tuttavia, con il passare della settimana, il mercato si è corretto ed è entrato in una fase più cauta.

Allo stesso tempo, i costi crescenti dell’energia, del trasporto e delle assicurazioni continuano a complicare il commercio globale. Gli acquirenti si concentrano sempre più sulla garanzia dei volumi piuttosto che sull’ottimizzazione dei prezzi. Nonostante la forte produzione di latte in tutta Europa, il mercato rimane chiaramente diviso: il segmento delle proteine è teso e ben sostenuto, mentre quello dei prodotti liquidi continua a lottare con un eccesso di offerta.

Latte in polvere

Il mercato del latte scremato in polvere è nuovamente salito questa settimana e i prezzi si mantengono stabilmente sopra i 2700 EUR/MT FCA, con una disponibilità limitata di forniture immediate. Gli acquirenti si concentrano sempre più sulla copertura dei volumi, poiché le offerte al di sotto dei livelli attuali stanno diventando rare.

Il latte scremato in polvere per mangimi viene venduto a livelli simili o leggermente superiori, raggiungendo i 2700–2800 EUR/MT DAP FR/NL/BE, sostenuto dalla stessa offerta limitata.

Il mercato continua a essere limitato dall’insufficiente capacità di essiccazione, poiché i produttori danno la priorità a prodotti con margini più elevati, come le proteine del siero di latte. Ulteriori pressioni sono causate dalle perturbazioni del commercio globale, che limitano la disponibilità di esportazioni da alcune regioni e restringono l’equilibrio globale tra domanda e offerta.

Il latte intero in polvere ha mostrato un andamento più debole dopo l’ultima asta GDT e i prezzi sono scesi a causa della minore domanda, in particolare dal Nord Asia. Ciò conferma le crescenti divergenze tra i mercati SMP e PMP.

Formaggio

I mercati dei formaggi rimangono solidi e i prezzi continuano a salire a causa della disponibilità limitata sul mercato spot e della forte domanda. Il Gouda è attualmente quotato a circa 3650–3700 EUR/MT FCA, mentre l’Edam lo segue a livelli leggermente inferiori.

La produzione in tutta Europa procede a pieno ritmo, ma ciò non si è tradotto in un aumento delle scorte. La maggior parte del formaggio attualmente disponibile sul mercato è relativamente giovane, il che conferma i livelli limitati delle scorte.

Il limite chiave non è più la disponibilità di latte, ma la capacità di lavorazione. Con il nuovo miglioramento dei margini, i produttori stanno massimizzando la produzione ed evitando la vendita di latte spot, nonostante i prezzi del latte crudo rimangano bassi.

La forte attività di esportazione continua ad assorbire i volumi, mantenendo tesa la situazione sul mercato europeo e limitando la disponibilità per i consumatori nazionali. Gli acquirenti, che in precedenza erano rimasti insufficientemente coperti, stanno tornando sempre più spesso sul mercato, poiché le aspettative di una correzione dei prezzi in un periodo di produzione intensiva di latte diventano meno certe.

I prezzi del cheddar si mantengono stabili sopra i 3500 EUR/MT, con una buona domanda e una disponibilità limitata di forniture a breve termine.La cagliata mostra un andamento simile, sostenuto da una domanda stabile da parte dei trasformatori.

Grassi

Il mercato del burro ha subito una brusca correzione la scorsa settimana, con i prezzi che sono scesi dai recenti massimi vicini ai 4850 EUR/MT a livelli inferiori ai 4400 EUR/MT FCA. Questo movimento è stato principalmente il risultato di un rapido calo dei prezzi della panna, che sono scesi da circa 5300-5400 EUR/MT a 4600-4700 EUR/MT nel corso della settimana.

Ai livelli attuali dei prezzi della panna, i rendimenti impliciti della produzione di burro si avvicinano ai 4000 EUR/MT, il che esercita un’ulteriore pressione sul mercato e spiega la rapidità della correzione.

I segnali globali rimangono contrastanti. Gli ultimi risultati del GDT hanno mostrato quotazioni più deboli per il burro, mentre l’AMF è aumentato in modo significativo, il che evidenzia le divergenze nel segmento dei grassi e indica una domanda disomogenea nelle diverse regioni.

Con l’avvicinarsi della Pasqua e l’inizio della stagione dei prodotti freschi, il mercato entra in un periodo cruciale. La domanda a breve termine potrebbe fornire un sostegno temporaneo, ma la crescente disponibilità di latte e il miglioramento dell’offerta di panna potrebbero continuare a esercitare pressione sui prezzi.

In generale, il mercato è passato da una fase di carenza strutturale a un modello più reattivo, in cui l’andamento dipende attualmente principalmente dalla domanda stagionale e dai fondamentali a breve termine.

Liquidi

Il segmento dei liquidi rimane sotto pressione, anche se i recenti movimenti suggeriscono una certa stabilizzazione dopo la precedente volatilità. I prezzi della panna sono scesi significativamente nel corso della settimana, prima di stabilizzarsi su livelli più bassi, in linea con l’indebolimento del mercato del burro.

L’offerta di latte in tutta Europa rimane elevata e il latte spot viene scambiato a prezzi molto bassi, il che evidenzia il persistente eccesso di offerta nel segmento dei prodotti liquidi.

Il latte scremato in polvere si è leggermente rafforzato, raggiungendo un livello di 800–1000 EUR/MT, sostenuto da un miglioramento della domanda e da una disponibilità leggermente più limitata rispetto alle settimane precedenti.

Nonostante questi cambiamenti, lo squilibrio strutturale permane: la forte domanda di prodotti finiti contrasta con la persistente debolezza del mercato dei prodotti liquidi.

Siero di latte e proteine

Il mercato del siero di latte rimane forte, sostenuto da capacità di essiccazione limitate e da una forte domanda di prodotti proteici. Il siero di latte in polvere per mangimi è quotato a 1350–1400 EUR/MT DAP FR/NL/BE, mentre il prodotto alimentare costa circa 1450 EUR/MT.

Il concentrato di siero di latte rimane costoso – 800–950 EUR/MT – poiché la domanda proveniente dalla produzione di WPC e WPI continua ad assorbire i volumi disponibili.

I prezzi del WPC 80 sono riportati a circa 17.000–18.000 EUR/MT, mentre l’isolato di proteine del siero di latte si mantiene ben al di sopra dei 23.000 EUR/MT, il che riflette la forza persistente del segmento proteico.

In generale, il segmento del siero di latte continua ad essere trainato dalle proteine, mentre i limiti strutturali della capacità di trasformazione mantengono una situazione di mercato tesa nonostante l’elevata disponibilità di latte. I prodotti di valore inferiore rimangono relativamente stabili, con un potenziale di crescita limitato.

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Gli allevatori britannici di bovini da latte si trovano sotto forte pressione finanziaria a seguito del crollo dei prezzi del latte, che in alcuni casi sono diminuiti fino al 40% dalla fine del 2025, scendendo al di sotto dei costi di produzione. Questo calo è dovuto principalmente all’eccesso di offerta di latte sia sul mercato nazionale che su quello globale, che supera la domanda da parte dei trasformatori e dei consumatori. Di conseguenza, molti produttori sono costretti a vendere al di sotto dei costi e un numero sempre maggiore di aziende agricole rischia la chiusura. La situazione è ulteriormente aggravata dai costi di produzione che rimangono elevati e dalla debole posizione negoziale nei confronti dei grandi trasformatori e delle catene di distribuzione, il che suscita serie preoccupazioni per la stabilità a lungo termine del settore.

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