L’Alfabeto dell’Integrazione Vitaminica nell’Alimentazione Animale

Autore
Foodcom Experts
06.10.2023
10 min di lettura
L’Alfabeto dell’Integrazione Vitaminica nell’Alimentazione Animale
Sintesi
Indice
  • Le vitamine sono micronutrienti essenziali per l’alimentazione animale, a supporto dei processi metabolici, della crescita, della salute e della fertilità.
  • La dieta degli animali richiede spesso un’integrazione vitaminica a causa di livelli inadeguati nella dieta abituale o dell’incapacità di sintetizzare alcune vitamine.
  • Le vitamine liposolubili (A, D, E e K) vengono immagazzinate nel fegato, nei reni, nel cervello, nel grasso e nel tessuto muscolare, mentre le vitamine idrosolubili (C e gruppo B) vengono espulse dall’organismo in pochi giorni.

Vi presentiamo la nostra guida Foodcom all’alimentazione animale, incentrata sull’integrazione dei mangimi con le vitamine A, B, C, D, E e K. Scoprite i benefici di ciascuna vitamina e imparate come il suo utilizzo può migliorare le prestazioni del bestiame.

Il ruolo delle vitamine nell’alimentazione animale

Proprio come nell’alimentazione umana, la dieta degli animali richiede una serie di componenti nutrizionali necessari per il corretto funzionamento dell’organismo. Un segmento di questi componenti è rappresentato dalle vitamine, classificate come micronutrienti.

Le vitamine svolgono le seguenti funzioni nell’alimentazione animale:

  • influenzano il corretto svolgimento dei processi metabolici,
  • influenzano la durata della vita e la qualità della carne
  • riduzione dei livelli di stress
  • sostegno alla salute intestinale e all’immunità,
  • controllo delle prestazioni degli animali.

Le vitamine sono essenziali per il corretto svolgimento di diversi processi metabolici, tra cui la crescita dei tessuti e delle ossa, il mantenimento della salute, le prestazioni degli animali e la fertilità. Inoltre, le vitamine possono aumentare la durata di vita degli animali, la produttività e la qualità della carne. Possono anche contribuire a ridurre i livelli di stress, a migliorare la salute dell’intestino e a rafforzare il sistema immunitario, riducendo così la necessità di ricorrere agli antibiotici.

In molti casi, l’organismo animale non è in grado di sintetizzare alcune vitamine o la sua dieta abituale non fornisce i livelli necessari di questi nutrienti e quindi è necessaria un’integrazione vitaminica. I livelli raccomandati di una determinata vitamina sono definiti da vari fattori, tra cui la specie animale, l’età, la funzione e la produttività prevista. Rinforzando il foraggio degli animali con il giusto complesso di vitamine, gli allevatori possono controllare meglio la salute e le prestazioni del loro bestiame.

Solubilità delle Vitamine

Le vitamine A, D, E e K sono classificate come micronutrienti liposolubili, composti da carbonio, ossigeno e idrogeno. Queste vitamine sono suscettibili di deterioramento da parte di fattori esterni come il calore, l’ossidazione e gli enzimi. All’interno dell’organismo, vengono assorbite insieme ai grassi e il loro immagazzinamento avviene principalmente nel fegato, nei reni, nel cervello e nei tessuti grassi e muscolari.

La vitamina C e le vitamine del gruppo B, tra cui B1, B2, B6 e B12, sono invece idrosolubili e funzionano come coenzimi con ruoli specifici nei processi metabolici. La sintesi delle vitamine del gruppo B avviene nel tratto intestinale dell’animale. Le vitamine idrosolubili vengono generalmente espulse dall’organismo in pochi giorni.

Vitamine nell’alimentazione animale

Vitamina A

La vitamina A svolge un ruolo fondamentale nel sistema immunitario dell’organismo e nel mantenimento della salute. È responsabile dello sviluppo e del corretto funzionamento dei tessuti della pelle e delle mucose che fungono da barriera per l’ingresso di agenti patogeni indesiderati come batteri, virus e tossine. La vitamina A promuove anche la fertilità sintetizzando gli ormoni responsabili nelle ovaie, migliorando l’ovulazione e potenziando lo sviluppo embrionale. Nelle diete per il pollame, la vitamina A è particolarmente importante per una crescita adeguata dell’animale, per lo sviluppo delle ossa e per la produzione di uova. In acquacoltura, migliora la crescita dei pesci e garantisce una corretta pigmentazione. Nell’alimentazione dei suini e dei ruminanti, riduce il rischio di carenza della vista e di cecità notturna.

The Alphabet of Vitamin Supplementation in Animal Nutrition

Vitamina B1

La vitamina B1 è coinvolta nel metabolismo dei carboidrati, in particolare nella trasformazione del glucosio in energia. Livelli elevati di questa vitamina assicurano un miglioramento delle prestazioni degli animali e riducono il rischio di anoressia, perdita di peso, debolezza e crescita scorretta.

Vitamina B2

La vitamina B2, nota anche come riboflavina, favorisce la produzione di energia e gestisce le corrette reazioni metaboliche che coinvolgono carboidrati, grassi e proteine. Assicura l’assunzione efficiente di componenti nutrizionali come aminoacidi, acidi grassi, ferro, zinco e calcio. La vitamina B2 riduce inoltre il rischio di anoressia e di crescita ridotta, in particolare nell’alimentazione degli animali domestici e dei pesci.

Vitamina B4 (Cloruro di Colina)

La vitamina B4, nota anche come Cloruro di Colina, è un componente integrante dell’alimentazione animale e viene aggiunta ai mangimi perché ha un ruolo importante nella prevenzione di malattie come la perosi e l’ingrossamento del fegato degli uccelli. L’integrazione di colina previene efficacemente l’accumulo anomalo di grasso nel fegato, favorendo un metabolismo sano e un utilizzo efficiente dei nutrienti. Inoltre, la colina favorisce il funzionamento del sistema nervoso. Tuttavia, è fondamentale adattare il livello di integrazione alla specie e al peso dell’animale, evitando eccessi che possono essere dannosi.

Vitamina B6

La vitamina B6 è un fattore importante nei processi metabolici che coinvolgono aminoacidi, grassi e carboidrati. Svolge inoltre un ruolo essenziale nella sintesi di RNA e DNA. L’integrazione di vitamina B6 consente una maggiore produzione di energia e l’integrità del sistema immunitario. Favorisce una crescita adeguata degli animali, il consumo di mangime e una migliore schiusa del pollame, riducendo al contempo il rischio di disturbi del sangue e di malattie della pelle.

Vitamina B12

La vitamina B12, nota anche come cobalamina, è direttamente coinvolta nel metabolismo degli acidi nucleici, dei grassi e dei carboidrati. Favorisce inoltre la sintesi dei globuli rossi e della metionina. Viene immagazzinata nel fegato dell’animale, da dove viene rilasciata e utilizzata quando necessaria. La vitamina B12 viene prodotta in presenza del minerale cobalto e i due componenti coesistono. Qualsiasi carenza di vitamina B12 è il risultato di una carenza di cobalto. Nell’alimentazione suina, l’integrazione di vitamina B1 riduce il rischio di anemia, dermatiti e ritardi nella crescita. Nella dieta del pollame, questa vitamina aumenta il tasso di schiusa delle uova e migliora la crescita degli animali.

Vitamina C

La vitamina C si presenta in forma ossidata o ridotta come acido L-ascorbico. È altamente suscettibile di essere distrutta, principalmente dalla luce e dal calore. La maggior parte degli animali da allevamento è in grado di sintetizzare la vitamina C nel proprio organismo, che viene immagazzinata in organi quali ghiandole surrenali, pancreas, muscoli scheletrici, cervello e fegato. La vitamina proviene dalle tipiche miscele di foraggio, ma la sua sintesi si riduce in condizioni di stress. La vitamina C è responsabile della biosintesi del collagene, dell’assorbimento dei minerali e della stimolazione del sistema immunitario. È inoltre coinvolta nella guarigione delle ferite e facilita l’adattamento allo stress. Nei ruminanti, la carenza di vitamina C è frequente, soprattutto nella prima fase della loro vita, per cui si raccomanda un’integrazione. Nella dieta dei suini, livelli insufficienti di vitamina C possono causare debolezza, affaticamento e dolore alle ossa. Nel pollame, l’integrazione di vitamina C è consigliata per migliorare il tasso di crescita, la produzione di uova e la fertilità.

Vitamina D3

La vitamina D3 viene sintetizzata nella pelle dei suini, del pollame e della suina attraverso l’azione dei raggi UV diretti. In altri termini, la carenza di vitamina D3 è solitamente causata da un accesso limitato alla luce solare diretta, che si verifica spesso negli allevamenti intensivi. Questo micronutriente è responsabile della gestione del calcio all’interno dell’organismo, compreso l’assorbimento dall’intestino, la sintesi del calcio e la regolazione della calcificazione delle ossa. Nell’alimentazione suina, il fabbisogno alimentare di integrazione di vitamina D3 dipende dal rapporto tra calcio e fosforo, in quanto strettamente legato all’assorbimento della vitamina. I ruminanti hanno un fabbisogno di vitamina D3 più elevato rispetto agli altri animali. Nella dieta del pollame, l’integrazione di vitamina D3 è raccomandata per migliorare la crescita delle ossa e la qualità delle uova.

Vitamina E

La vitamina E è un micronutriente liposolubile e uno dei più potenti antiossidanti biologici. Questa vitamina svolge un ruolo fondamentale nello stimolare il sistema immunitario dell’animale e nel proteggere l’organismo da malattie e infezioni. È anche responsabile della regolazione della sintesi del DNA e dell’espressione genica. Inoltre, la vitamina E è coinvolta nel mantenimento della funzionalità degli organi riproduttivi e nella protezione dei tessuti. Nella dieta dei suini, l’integrazione di vitamina E è consigliata per i giovani suinetti al fine di potenziare la loro risposta immunitaria e di ridurre il rischio di anomalie antiossidanti nei suini allevati in condizioni di forte stress. Nell’alimentazione del pollame, la vitamina E mantiene i corretti livelli di schiusa e riduce il potenziale rischio di distrofia muscolare. Nelle diete dei bovini, la vitamina E migliora la qualità della carne, i tassi di gravidanza e la resistenza allo stress delle manze da latte.

Vitamina K3

La vitamina K3, nota anche come menadione, è assente dai mangimi naturali. Viene utilizzata nell’industria dei mangimi sotto forma di sali idrosolubili per fornire livelli adeguati di vitamina K. Nella dieta dei suini, la vitamina K viene utilizzata per migliorare le prestazioni degli animali e ridurre il rischio di emorragie, lesioni e anemia. Gli animali da cortile hanno una disponibilità limitata di sintetizzare la vitamina K nel tratto intestinale, pertanto se ne raccomanda l’integrazione per migliorare la salute dei pulcini e la forza delle ossa.

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