- La fine del 2025 è stata dominata dall’eccesso di offerta nel settore lattiero-caseario e dei cereali, che ha limitato il potenziale di crescita dei prezzi e ha imposto una strategia di acquisto prudente e a breve termine.
- I segmenti premium, le proteine del siero di latte e il cacao, sono rimasti costosi e molto volatili, reagendo fortemente a qualsiasi notizia relativa all’offerta, alla domanda e ai fattori meteorologici.
- I mercati sono entrati nel 2026 con una bassa liquidità e una copertura selettiva dei volumi, con una persistente incertezza dal lato della domanda, dei costi e delle normative.
La fine del 2025 sui mercati globali delle materie prime agricole è stata caratterizzata da chiare differenze tra i vari segmenti di mercato. Quelli caratterizzati da una forte pressione sull’offerta, come i cereali e alcuni prodotti lattiero-caseari, sono stati caratterizzati da un limitato potenziale di rialzo e da una cauta attività di acquisto. Allo stesso tempo, i mercati caratterizzati da un’offerta strutturalmente limitata o da una domanda elevata, in particolare le proteine del siero di latte e il cacao, sono rimasti molto sensibili alle informazioni in arrivo, il che si è tradotto in un’elevata volatilità dei prezzi. La fine dell’anno è stata inoltre caratterizzata da una scarsa liquidità di trading, da chiusure di posizioni e da un approccio selettivo ai volumi di copertura per l’inizio del 2026.
Prodotti lattiero-caseari
A dicembre è continuata la pressione sui prezzi nel settore lattiero-caseario europeo, in particolare nei segmenti dei grassi e delle polveri. La buona disponibilità di materie prime, unita a una limitata attività di acquisto durante il periodo festivo, ha sostenuto ulteriori movimenti al ribasso dei prezzi. In termini di mercato, il burro e il latte scremato in polvere sono rimasti sotto pressione, con transazioni concluse principalmente a breve termine, spesso a netto sconto rispetto ai contratti precedenti.
Il burro in Europa si è stabilizzato su livelli più bassi a dicembre, con i produttori che si sono concentrati sulla riduzione delle scorte prima della fine dell’anno. Il segmento delle polveri è rimasto tranquillo, con la SMP che si è mantenuta su livelli relativamente stabili ma bassi, mentre la WMP ha continuato a risentire della debolezza della domanda da parte dell’industria del cioccolato e dei dolciumi, ulteriormente appesantita dall’elevata disponibilità di grasso del latte.
I formaggi, che hanno beneficiato della domanda stagionale al dettaglio e di una moderata attività di esportazione, sono andati relativamente meglio. Gouda e mozzarella sono rimasti stabili, ma la pressione sulle scorte e la concorrenza internazionale hanno limitato il potenziale di aumento dei prezzi. Il Cheddar e i formaggi a lunga stagionatura sono rimasti più sensibili agli aggiustamenti di prezzo, soprattutto nel contesto di scorte elevate.
Le proteine del siero di latte sono rimaste la chiara eccezione. WPC 80 e WPI hanno continuato a beneficiare della forte domanda dei segmenti degli alimenti funzionali, degli integratori e della nutrizione sportiva. L’offerta limitata e i lunghi tempi di consegna hanno mantenuto i prezzi a livelli molto elevati, stabilizzando i margini in questa parte del portafoglio dei trasformatori.
Dicembre ha confermato il mantenimento del mercato lattiero-caseario in una fase di chiaro vantaggio dell’offerta nelle categorie tradizionali, mantenendo lo status di prodotto premium per le proteine del siero di latte. In vista del 2026, si registra un elevato grado di cautela negli acquisti e un’attenzione particolare alla copertura dei volumi a breve termine.
Cereali e amidi
Il mercato dei cereali nel dicembre 2025 è stato fortemente influenzato dall’eccesso di offerta globale e dalle scorte molto elevate. Dopo il raccolto record della stagione 2025/26, le pressioni sull’offerta hanno di fatto limitato il potenziale di rialzo dei prezzi e il mercato si è concentrato sulla competizione per le esportazioni, soprattutto tra l’Unione Europea e i Paesi del Mar Nero.
In Europa, gli elevati livelli delle scorte di grano e mais, insieme ai moderati tassi di esportazione, hanno fatto sì che una quota significativa di grano venisse dirottata verso i settori della trasformazione dei mangimi e della bioenergia. L’aggressiva politica dei prezzi degli esportatori russi e ucraini ha continuato a limitare la competitività delle offerte dell’UE nei mercati terzi, il che si è tradotto in una pressione sui margini da parte dei commercianti europei.
Nel mercato del mais, la situazione è rimasta particolarmente difficile nell’Europa centrale e orientale. La Polonia, la Romania e l’Ungheria hanno chiuso l’anno con grandi scorte e la domanda di mangimi, stabile ma insufficiente, non è stata in grado di assorbire i volumi disponibili. La buona disponibilità di materia prima ha ridotto i costi di produzione di amido e bioetanolo, ma la forte concorrenza tra i trasformatori ha limitato la possibilità di migliorare i prezzi dei prodotti finali.
Le scorte elevate e la forte concorrenza all’esportazione rimangono fattori chiave che condizionano il mercato all’inizio del 2026 e qualsiasi ripresa dei prezzi richiederà un chiaro stimolo della domanda o un’interruzione dell’offerta.
Caffè e cacao
Mercato del caffè
Il mese di dicembre è stato caratterizzato da una continuazione della forte volatilità registrata alla fine di novembre. Il mercato ha continuato a reagire ai precedenti impulsi commerciali e valutari, tra cui i cambiamenti della politica commerciale statunitense nei confronti del Brasile. Nonostante le correzioni dei prezzi, le quotazioni del caffè sono rimaste elevate rispetto agli standard storici e gli investitori sono tornati rapidamente a parlare di scorte scarse e di vulnerabilità del mercato ai fattori meteorologici.
Il deprezzamento del real brasiliano e le esportazioni persistentemente elevate dal Vietnam hanno continuato ad aumentare le pressioni sull’offerta nel breve termine, ma le tensioni strutturali sul lato dell’offerta hanno limitato l’entità dei ribassi sostenuti. Il mercato entra nel 2026 con un chiaro orientamento verso un’ulteriore volatilità.
Mercato del cacao
Nel mercato del cacao, dicembre è stato caratterizzato da un persistente nervosismo dopo i livelli di prezzo record dei mesi precedenti. Le previsioni che indicano un raccolto migliore in Africa occidentale e la possibilità di una piccola eccedenza nel 2024/25 hanno alleggerito il sentimento, ma i prezzi sono rimasti molte volte superiori alle medie degli anni precedenti.
Allo stesso tempo, i segnali di indebolimento della domanda di lavorazione, in particolare in Europa e in Asia, sono diventati sempre più evidenti. Il calo della produzione di cacao ha confermato che i prezzi elevati stavano iniziando ad avere un impatto reale sulle decisioni di acquisto dell’industria, anche se il mercato rimane molto sensibile a tutti i rischi meteorologici e logistici.
Additivi
Il mese di dicembre 2025 nel mercato degli additivi funzionali e per mangimi è stato caratterizzato da una calma stagionale dell’attività commerciale e da un allungamento dei tempi di consegna. Gli importatori europei si sono concentrati sulla chiusura dei contratti e sulla garanzia di posizioni chiave per l’inizio del 2026, riducendo gli acquisti spot.
La tendenza strutturale più forte è stata quella degli additivi naturali, in particolare dei componenti fitogenici. La crescente pressione normativa e la necessità di ridurre l’uso di antibiotici hanno sostenuto un’ulteriore crescita della domanda di oli essenziali e miscele di erbe, soprattutto nell’alimentazione animale.
I prezzi degli additivi chimici di base sono rimasti stabili o sono leggermente diminuiti. Per i correttori di pH e l’acido citrico, i livelli di prezzo in Europa si sono attestati intorno a 1,42-1,51 euro/kg nel mese di dicembre, riflettendo la buona disponibilità del prodotto dall’Asia e la moderata domanda di fine anno. Tuttavia, i produttori hanno segnalato che l’aumento dei costi energetici potrebbe incidere sui margini nei prossimi mesi.
Sintesi e previsioni
Il mese di dicembre 2025 ha confermato l’aumento del divario tra i diversi segmenti del mercato delle materie prime agricole. I prodotti lattiero-caseari e i cereali sono rimasti fortemente influenzati dall’offerta, mentre le proteine del siero di latte e il cacao hanno mantenuto il loro status di mercati premium con una maggiore volatilità. Il caffè è entrato nel nuovo anno con un alto grado di sensibilità ai fattori meteorologici, valutari e politici, mentre il mercato degli additivi è rimasto stabile, anche se fortemente influenzato da fattori operativi e normativi.
Prospettive per l’inizio del 2026:
- nel settore lattiero-caseario, sono possibili ulteriori aggiustamenti dei prezzi dei grassi se l’offerta di materie prime rimane elevata;
- nel mercato dei cereali, le pressioni sull’offerta dovrebbero persistere e un eventuale rimbalzo dipenderà dalle esportazioni e dalla nuova stagione;
- i mercati del caffè e del cacao rimarranno volatili, reagendo alle condizioni meteorologiche, ai livelli delle scorte e ai dati sulla domanda;
- nel settore degli additivi naturali, la domanda dovrebbe continuare a crescere, con prezzi stabili nei segmenti primari.
![Panoramica mensile del mercato delle materie prime agricole [Dicembre] Panoramica mensile del mercato delle materie prime agricole [Dicembre]](https://foodcom.pl/wp-content/uploads/2025/12/Agro-listopad-min-1520x760.png)

